UN'ASTRONAUTA SPERICOLATO

di Fabio Buonocore

Ten. Nine. Eight. Seven. Six. Five. Four. Three. Two.One....... GO!
Dopo essersi saldamente assicurato alla sua astronave di cartone, posizionato il suo fido coniglietto, dato un bacio alla mamma, l'astronauta più spericolato del Mondo si è lanciato nello spazio.



Nasce Yuri, una rivista illustrata che già dal formato se ne deduce che è concepita per i più piccoli. Il numero zero preannuncia quello che sarà il format utilizzato nelle prossime uscite e propone storie illustrate, colori, consigli su come riparare oggetti (nel numero in questione una ruota di bicicletta), il tutto in modo molto caldo e diretto, come una chiacchierata tra amici, accompagnando i piccoli lettori alla scoperta di nuove cose. Il contenuto dei racconti è studiato in base alla fascia d'età alla quale è diretta, ad esempio per i più piccoli che non hanno ancora dimestichezza con la lettura il testo è scritto in piccolo perchè necessitano dell'aiuto del genitore, nel caso invece degli ometti e signorine che già si lanciano all'esplorazione dei testi, le lettere più grandi intendono agevolarli nel percorso.
Una cosa che vale la pena sottolineare è l'ambizione di questo progetto che si propone sicuramente una diffusione sempre più ampia e l'approdo a mezzi interattivi quali ebook o simili.
Yuri ha tutte le caratteristiche del progetto "giovane" e sicuramente ha ampi margini di miglioramento. I più piccoli già sono in attesa dei prossimi numeri.
La rivista è ad opera di tre ragazzi pugliesi, Massimiliano Di Lauro, Marco Piazzolla ed Enrico Piscitelli, tutti con una gran voglia di giocare ancora (questa è gente che pensa che il gioco è una cosa seria!)
Ma come nasce un progetto del genere? Come portarlo avanti? Quali difficoltà si incontrano per inserirsi nel settore dell'editoria per bambini con un progetto simile? Lo abbiamo chiesto a Massimiliano.

Massimiliano Di Lauro, giovane illustratore che ha già pubblicato con OQO Mi primer viaje e va per la maggiore vantando premi e partecipazioni a pubblicazioni, qual'è il motivo dominante per cui, insieme a Marco ed Enrico, hai deciso di creare Yuri? 
Abbiamo pensato a Yuri perché avevamo voglia di “regalare” (uso questa parola non a caso) ai bambini illustrazione, letteratura e contenuti di qualità, ma anche giochi e divertimento, convinti che questi siano mezzi per aiutarli a crescere meglio, nel senso che speriamo possano avvicinarsi alla cultura, unico mezzo per essere davvero liberi e che ci permetterà (anzi, lo permetterà a loro) di creare un mondo migliore. 
Yuri è una freepress, dunque è gratuita, e sarà distribuita nelle scuole, nelle biblioteche, nelle librerie, ma speriamo di portarla anche negli ospedali e, chissà, anche a chi non ha davvero più nulla. 

Yuri è un'astronauta. Da piccoli un pò tutti siamo stati contagiati da questi uomini bianchi che andavano nello spazio, che volavano e che esploravano pianeti sconosciuti. Sicuramente un astronauta in orbita gode di una vista privilegiata del mondo e delle cose in generale, un pò come chi usa la fantasia nella propria vita...
Ti faccio subito una correzione, YURI non è un astronauta ma un cosmonauta…
Si, chi come noi lavora con la creatività vede sicuramente da un altro punto di vista ma non saprei dirti se privilegiato, magari più onesto.
E quello che vedo io non mi piace affatto, soprattutto qui attorno a noi, qui dove noi viviamo.
Magari alla base di questo progetto c’è proprio la necessità di far si che questa realtà cambi.
Si potrebbe pensare che siamo molto, troppo ambiziosi ma che la cultura porti solo crescita e miglioramento è assolutamente innegabile. 


Spesso nel nostro Paese si sente dire che c'è scarso interesse da parte dei più piccoli ad accostarsi alla lettura, questo perchè sono sempre più rapiti da giochi d'azione e video games, e forse poca attenzione da parte di molti genitori, ora, data quasta premessa iniziale, lo fate per stacanovismo o per indole stoica? 
Avrai intuito dalla risposta precedente che si tratta un po’ di tutte e due le cose. 
Il progetto ci porta via tanto, tantissimo tempo ma noi ci mettiamo dentro anche tanta passione. E davanti a noi c’è ancora tantissima strada da fare. 

Il progetto editoriale in quanto tale, comporta molte difficoltà legate alla produzione e alla distribuzione, ci sono alcune semplici regole che permottono le autoproduzioni? 
Autoprodurre un opera grafica e/o letteraria è più difficile di quanto uno possa immaginarsi.  Servono competenze a tutto tondo: bisogna essere un po' grafici, un po' illustratori, un po' editor, e anche un po' manager delle poche risorse che si hanno a disposizione. 
In compenso ci si sente liberi, tanto. 
Per questo, per tutta la mole di competenze che servono, sono cose che non si fanno mai da soli, ma sempre con altri bei ragazzoni, coi quali si può dividere il lavoro, ma anche la gioia della libertà.



I migliori auguri da parte di Lunch Break



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