SCONFINI

di Fabio Buonocore.



L'individuazione di un confine molto spesso coincide con la scoperta di un limite. Nell'esplorare gli ambiti di una disciplina, nel voler percorrerne i suoi spazi espressivi e scoprirne le potenzialità spesso ci si imbatte in "confini". La nostra percezione è ovviamente di rifiuto, scorgiamo la continuazione del sentiero battuto dietro l'effimero ostacolo di un cancello malconcio e arrugginito, perchè fermarsi? Chi lo impone? E soprattutto, chi ha posto in quel punto preciso quel cancello? Quanto tempo fa? E' parer mio dissentire dal fermarsi a contemplare il relitto ferroso. L'esplorazione, rende liberi; l'istinto in questi casi è l'unica vera bussola che può indicarci dei riferimenti. 

I vari linguaggi si completano intrecciandosi in un tutt'uno, al pari di un tappeto persiano che ci appare "intero" benchè composto da fili di colori differenti. Interessante da questo punto di vista è sicuramente l'esplorazione tra musica e narrazione per immagini che trova forse nel concetto di "ritmo" l'interazione tra i tratti somatici delle due arti. 
Per affrontare meglio questo tema abbiamo coinvolto Marcella Brancaforte, un'illustratrice che sforna libri fantastici e che organizza laboratori per bambini e ragazzi unendo musica e illustrazione.

Ciao Marcella, da quanto è stato detto fino ad ora non posso non domandarti cosa ti lega alla musica e come interpreti questo "binomio fantastico". 
Devo risalire ai primissimi ricordi d’infanzia per risponderti. Per seri motivi di salute ho lottato per vivere durante i miei primi 12 mesi di vita : erano gli anni ’60 e i pediatri consigliavano di non prendere i neonati in braccio “perché si viziano” : prima degli abbracci dei miei genitori, così, è arrivata per prima la musica, soprattutto in forma di canto. 
Crescendo ho sempre cantato e disegnato, e le cose sono sempre andate insieme.
Noi illustratori inoltre possiamo ascoltare musica durante le ore che passiamo a studio mentre disegniamo, è un privilegio di poche professioni. 


Sicuramente siamo consapevoli di non aver scoperto una cosa unica dato che la storia è piena di esperimenti interdisciplinari di questo tipo, penso fra tutti all'amicizia tra Kandinskij e Schoenberg e al Prometeo di Scriabin, quale pensi sia l'importanza di approfondimenti tra tali rapporti espressivi?
Premetto che come Illustratrice mi sento molto più vicina all’approcccio  di un artigiano piuttosto che a quello di un artista “tout court” come i mostri sacri che hai appena citato.  Mi entusiasma seguire l’abbinamento tra  segno e musica insieme, come nei corti d’animazione d’ Autore . Negli anni ’90 ho avuto il privilegio di veder nascere i disegni in movimento di Gianluigi Toccafondo e Simona Mulazzani per lo straordinario capolavoro che è “La Pista,” (http://www.youtube.com/watch?v=WxVLr3wQ4KM , guardate solo come i due Autori  sono capaci di esprimere con segni in movimento gli allungamenti e le contrazioni sulle note della fisarmonica che suona un tango  )  ma non dimentichiamo il padre della mia generazione,  a cavallo tra illustrazione, teatro  e musica:   Lele Luzzati che insieme a Giannini illustrava,  e dava il ritmo a “La gazza ladra” di Rossini. 

Che colore ha per te il silenzio? 
Dipende. 
Il silenzio può avere mille sfumature.
Il silenzio tra due innamorati dopo una notte d’amore può essere rosa e giallo,come l’aurora; 
il silenzio di oggi per me  è bianco come la neve sulle cime e mi dà pace , ma quando torno in Sicilia il silenzio si tinge di un blu profondo come il mare al largo quando sei in barca e non si vede la terra. 
Il silenzio dopo una sentenza ingiusta o dopo la violenza nelle piazze invece  si tinge inevitabilmente di nero. 

Oltre al "ritmo" che potrebbe essere un legante interessante tra colori e note, narrazione per immagini e musica, trovo che anche la voce sia un ingrediente stimolante. Le letture animate sono un esempio lampante, sempre più bambini rimangono incantati dal calore della voce che racconta. Nella voce c'è musica, colore, azione; so che hai un rapporto speciale con questo tipo di  interazione con i tuoi piccoli lettori.
Io sono siciliana, il “cunto” delle vecchie zie, di mio padre, dei nonni, insieme al canto, hanno accompagnato la mia infanzia siciliana, così ascoltando ho imparato a raccontare. La Sicilia è terra di cantastorie , queste tradizioni le ho bevute insieme al latte della mia mamma e ai suoi disegni meravigliosi. Le mie radici artistiche partono da là. 
Molti illustratori di oggi sono i cantastorie del terzo millennio, Gek Tessaro in testa, tanto per fare un nome: Adoro gli sconfinamenti di cui è capace tra narrazione, segno e musica. 
La voce per me è diventata pian piano un’altro strumento di lavoro che si affianca a matite e pennelli. Le storie le racconto, le illustro, ma a volte le canto, insomma, ricamo la mia  tela, in un unico processo di narrazione . Amo la canzone popolare, e amo  illustrare le canzoni. Un libro illustrato bene diventa la spina dorsale di un progetto di narrazione a 360°. Da un buon lavoro di immagini e narrazione può  nascere uno Spettacolo interessante, o un Laboratorio e può arrivare nelle Scuole e  poi nei Festival. Mi è accaduto con “La Bella dalla Stella d’Oro” ( ed. Arianna, 2006 )  , con “Le Noi” ( ed. Lineadaria 2008 ) e ora con “A pescar canzoni” ( Sinnos editrice 2010 ) la storia di Colapesce che va in giro per il mare a pescare canzoni tradizionali, un libro con un cd allegato che sta diventando un nuovo spettacolo di narrazione e musica dal vivo: sarà pronto a fine settembre, con la regia di Elena Mozzetta. 

Anche quest'anno si terrà a Tuscania (nell'alto Lazio), paese dove vivi tra l'altro, il "Campus delle arti" dove presenterete il vostro "Canto, ascolto e creo" cosa proporrete in questo laboratorio e chi ti accompagnerà in quest'avventura?
Mi occupo di Laboratori creativi : è un ‘ aspetto importante della mia professione di Illustratrice. Dal 1 all’ 8 agosto 2013, Tuscania  diventa per il terzo anno consecutivo, la 'città della musica', ospitando il Campus delle Arti (http://www.campusdellearti.eu/index.php?lang=IT ), un progetto dedicato ai giovani, ai giovanissimi e alla musica, sotto la direzione artistica di Angela Chiofalo ( http://www.campusdellearti.eu/index.php?option=com_content&view=article&id=4&Itemid=569&lang=IT)

La mia collaborazione con il Campus è rivolta a coloro che non necessariamente suonano uno strumento, ma che desiderano vivere un’ esperienza che unisca musica e arti figurative. Anche questa volta lavorerò insieme a Elena Mozzetta (http://www.campusdellearti.eu/index.php?option=com_content&view=article&id=112&lang=IT) ,artista eclettica, è regista , musicista,insegnante e attrice, si è formata in Danimarca con Eugenio Barba e l’Odin Teatret e poi ha proseguito la sua ricerca da sola. . 
Vogliamo realizzare con i bambini una partitura fatta di segni e di suoni,
in sinergia con il laboratorio di canto di Carla Conti 

Il gruppo di allievi si incontrerà per una settimana, lavorando 'a bottega' con ognuno di noi. Formazione e produzione sono un binomio inscindibile di questo percorso, e il lavoro svolto troverà la sua conclusione nella rappresentazione della Geneviéve di Eric Satie, operina che vedrà in scena i giovani artisti del Campus, l’orchestra e i loro maestri. 


La nostra esplorazione si conclude (solo momentaneamente) con quest'evento stimolante, consci che solo la curiosità e la costanza possono farci scoprire mondi meravigliosi. Un ringraziamento particolare va alla gentilissima Marcella che ha risposto alle nostre domande.


Grazie per la tua disponibilità Marcella.




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One Response so far.

  1. moon says:

    bellissima intervista! molto colorata! Complimenti!

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