CONTRADDIZIONI ATEMPORALI

di Monica Menozzi.



Ciao Daniela, benvenuta tra noi a Lunchbreak: adoriamo fare due chiacchiere con gli autori e cercare di conoscerli attraverso le loro stesse parole mentre assaporiamo assieme una carrellata di appetitose Immagini dei loro lavori preferiti!


Innanzi tutto un brevissimo ritratto della tua figura professionale: 
Daniela Iride Murgia, artista ed illustratrice è laureata in arte orientale ed ha conseguito il Master in Illustrazione presso lUniversità di Padova.
E' stata collaboratrice alla docenza di Olafur Eliasson, presso la Facoltà di Arte e Design, IUAV, Venezia.  

Ha collaborato o collabora con:  la Domenica de il Sole 24 Ore, Telecom, DADA, Artebambini, La Riflessione, Sovera, Il Filo, Ventiquattro Magazine de Il Sole 24 Ore, Art'è Ragazzi, FCE Fondo De Cultura Económica, Mexico, Editora Pulo do gato, Brasile

- Segnalata per la mostra Illustratori italiani-Annual 2010
- Selezionata a ILLUSTRARTE 2012, Lisbona. 
- Finalista al V Compostela International Prize for Picture Books, Spagna.
- Premio per il migliore picture-book A la Orilla del Viento 2012, Fondo De Cultura Económica, Mexico. 
- Premio Caniem,  assegnato dalla National Chamber of the Mexican Editorial Industry 2013.
- Selezionata a Illustrarte 2014, Lisbona.

Daniela Iride Murgia ha fondato, insieme con Troels Bruun, l'M+B studio che nell'arco di 14 anni ha prodotto, progettato e curato diverse mostre in collaborazione con artisti e architetti di fama internazionale presso la Biennale di Venezia, tra i vari committenti e artisti: Bruce Mau, Jason Rhoades, Gerard Byrne, Olafur Eliasson, Elmgreen & Dragset, Mark Lewis, Ming Wong.


I tuoi lavori sono inconfondibili. Partirei dalla cifra stilistica che spesso li contraddistingue: come ti è venuto in mente di praticare una o più cuciture sull'illustrazione? Qual è la fascinazione del filo che trapunta la carta? Intendo, cosa ti piace e cosa ti lega al cucito, una pratica artigianale così apparentemente distante dall'illustrazione e sicuramente distante anche da questi tempi? 
La cucitura sulla tela e sulla carta è un mio gesto consueto e  ormai vecchio, che ho praticato

inizialmente nei miei lavori artistici e che ho poi  traslato nella pratica quotidiana dell'illustrazione. La cucitura, realizzata guidando la macchina da cucire a mano libera, senza un disegno precostituito, nasconde, dietro una fascinazione estetica, una forte implicazione concettuale. Questo gesto sembrerebbe molto più addirsi all'arte contemporanea, sono invece convinta che nell'illustrazione, quando dosato bene, questo medium possa legare, appunto “cucire” insieme un discorso, una narrazione. La cucitura per me non è artigianato, né un fatto di estetica, ma ha un'implicazione fisica, costitutiva e fondante dell'atto dell'illustrare e rende questo atto, a mio avviso, più contemporaneo. 

In effetti le tue sono illustrazioni senza tempo. Oniriche, ricche di elementi aerei sospesi in un'assenza quasi totale di gravità. Anche la presenza delle ombre è ridotta al minimo, quasi a voler enfatizzare la leggerezza e l’inconsistenza dei soggetti.
Eppure molti inserti di riproduzioni di litografie dal sapore ottocentesco con le loro masse decise grevi di principii e regole ci riportano sulla terra, con una serietà perentoria, letteraria. Un insolito contrasto tra leggero e pesante, tra aria e terra. 
Da cosa scaturisce questa doppia attrazione? Quali sono stati i tuoi maestri ispiratori? 
Mi interessa la contraddizione, nella sua accezione positiva, la contraddizione intesa come complessità, come modi differenti di esprimere la stessa cosa. Ecco quindi che il connubio tra l'antico, il moderno e il contemporaneo, la convivenza del passato e del presente, siano per me concetti fondamentali. Anche in questo caso, il mio disegno a china dettagliato e atemporale, affiancato ad un ritaglio dell'ottocento, non è un pretesto o un esercizio di stile, ma è una voluta sottolineattura della distanza tra il passato e il presente, e di tutti quegli interstizi che incontriamo nello scorrere del tempo.
Penso che la stessa vita  sia la prima maestra ispiratrice. 
Siamo tutti sulle spalle di un gigante, che a sua volta è stato sulle spalle di un altro gigante, visto da un'altra prospettiva potremmo essere tutti dei nani che aspirano a diventare grandi.
Ecco io sono una lillipuziana.
Non mi interessa lo stile degli altri, mi interessa la forza del racconto che altri possono trasmettere attraverso il loro stile.
Il tuo sembra essere un materiale molto introspettivo e frutto di un lungo viaggio approfondito alla ricerca di qualcosa…
Si, e continuo a essere sempre in “viaggio”.
Anche la palette, che è sempre precisa e molto raffinata consta di pochi colori scelti con estrema cura, è assortita prevalentemente con colori freddi, contribuisce a sottolineare di nuovo una distanza, di tempo e spazio, ma che sembra anche una  schermatura. La tua illustrazione invita a farsi leggere ma nello stesso tempo sfugge, si nasconde, scappa. Vuole rimanere lontana e misteriosa e questo la rende estremamente seducente: il gioco di inviti e rinvii è ciò che  a mio parere la rende così interessante.
Si, riconosco quello che tu dici. Per quanto riguarda la palette di colori, si, è vero, sono quasi ossessiva con questa. E' interessante e mi fa sorridere il fatto che tu veda i miei colori freddi, mentre io li intendo distesi e caldi... è davvero interessante e ci racconta molto sulla percezione soggettiva, accarezzo l'idea del daltonismo, è proprio lì che sta la ricchezza, quel gap incolmabile che ci rende diversi e umani. 

Proprio per queste caratteristiche i tuoi lavori non passano mai inosservati: sei stata premiata recentemente in occasioni molto importanti, ce ne vuoi parlare?
Non saprei davvero cosa dire, sono onorata, ma mantengo i piedi aderenti al terreno sconnesso e sdrucciolevole del quotidiano... preferisco volare con la fantasia, il più grande incubo notturno è quello di risvegliarsi senza... la fantasia!

La tua attività in collaborazione con la Biennale di Venezia è sicuramente di grande importanza per il tuo arricchimento artistico. Ci vuoi raccontare esattamente cosa fai e come si svolge?
Uh, è una lunghissima storia, che mi ha dato moltissimo e alla quale io ho dato tanto.
Mi sono dedicata religiosamente a certi progetti realizzati e sviluppati per artisti molto affascinanti, complessi. Ho imparato tanto. Il mio lavoro è stato per anni, insieme con il team del mio studio, che rimane tuttora molto attivo, quello di supportare, coordinare, spesso aiutare nella fase di progettazione svariati artisti contemporanei. 
Ora mi dedico sempre più all'illustrazione e alla mia espressione artistica.

Su quali progetti sei impegnata ora? 
Sono impegnata in alcuni progetti, si tratta sopratutto di albi illustrati, alcuni commissionati da case editrici, altri li sto sviluppando autonomamente e poi li proporrò.

Fai parte come elemento attivo del gruppo veneziano degli Illustraspritz, un vero crogiuolo di talenti. Percepisci pertanto come fondamentale un rapporto professionale con i tuoi colleghi. Cosa ci puoi raccontare di questa esperienza? Cosa vi lega e quali sono le iniziative in essere in questo periodo o nel prossimo futuro?
Il gruppo degli Illustraspritz, è una cosa molto bella, nata nella spontaneità, e nella genuina condivisione di vissuti professionali molto diversi. E' semplicemente bello potersi riunire ogni tanto e condividere le gioie e le ansie che questo lavoro comporta. Attualmente siamo impegnati in due progetti, di uno non so se mi sia consentito parlare, è ancora in fieri, e non vorrei svelare troppo, si tratta comunque di elaborare delle illustrazioni che raccontino con sguardo trasversale i disagi, la vita contemporanea, ma anche le feste tradizionali e i gesti radicati in una città “assoluta” come Venezia.
L'altro è un progetto che vedrà la partecipazione di alcuni di noi in seno a delle iniziative che il Comune di Venezia ha intrapreso per sensibilizzare l'opinione pubblica sulle problematiche della città di Mestre e per rivitalizzare alcuni spazi come la Biblioteca civica di Mestre, Villa Erizzo. Presso questa biblioteca, che è anche spazio espositivo, si terrà una collettiva delle nostre opere.



Ti ringraziamo per la tua disponibilità e ti auguriamo di proseguire con successo sempre crescente nel tuo percorso artistico: arrivederci!






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