EL PENSAMIENTO VISUAL
di Fabio Buonocore
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Fernando Vicente, para "El mundo en que vivimos", en EL PAÍS |
Comunicare con le immagini rimane la cosa più affascinante della nostra professione che è sempre in costante mutamento, riflette la società in cui viviamo e, mette in relazione autore-messaggio-ricevente sul palcoscenico dei media, magazine, libri, ecc. L'intervista a Luis Perez Ortìs (LPO), curatore della Pagina Facebook Pensamiento Visual, intende far conoscere una categoria di illustrazioni che ha tutta l'aria di un vero e proprio movimento culturale.
El Pensamiento Visual, direi che già dal nome
stiamo parlando di qualcosa che si spinge oltre i confini della mera
illustrazione “rappresentativa”, come si definiscono i limiti tra il proprio
pensiero e l’attinenza al testo?
E' così: l'immagine non "rappresenta" una realtà visibile, come nel paesaggio o il ritratto, ma deve alludere alle idee contenute in un testo. Il momento cruciale si muove dell'osservazione alla lettura. Non
è una questione triviale: il disegnatore non sceglie il testo e, benché la cosa
preferibile sia che i punti di vista coincidano, in alcuni casi non è d'accordo con l'ideologia che esprime, o qualcosa nello stile gli è antipatico.
Si può sempre ricorrere allora, ad una messa a fuoco 'astratta' o speculativa,
un giocare con la parte visuale del tema, in parallelo al discorso verbale.
Pensamiento Visual: se diría que ya el
nombre va más allá de la mera ilustración "representativa". ¿Cómo se
definen los límites entre el propio pensamiento y el ajustarse al texto?
Así es:
la imagen no “representa” una realidad visible, como en el paisaje o el
retrato, sino que debe aludir a las ideas contenidas en un texto. El momento
crucial se desplaza de la observación a la lecturaAsí es:
la imagen no “representa” una realidad visible, como en el paisaje o el
retrato, sino que debe aludir a las ideas contenidas en un texto. El momento
crucial se desplaza de la observación a la lectura. No es una cuestión trivial: el
dibujante no elige el texto y, aunque lo preferible es que los puntos de vista
coincidan, en ocasiones no está de acuerdo con la ideología que expresa, o algo
en el estilo le es antipático. Siempre se puede recurrir entonces a un enfoque
'abstracto' o especulativo, un jugar con lo visual del tema, en paralelo al
discurso verbal.
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LPO, para "Responsabilidad y austeridad", en El Mundo |
Che
tipo di sinergia si instaura tra il giornalista che scrive l’articolo e
l’illustratore?
Se
c'è complicità è meglio. Ma bisogna comunque saper trovare compromessi per
superare quando non c'è, perché un testo brutto o antipatico chiede, per
inerzia, un'illustrazione brutta o antipatica. Tradizionalmente,
all'illustratore veniva passato un riassunto dell'articolo, a volte a voce e
già orientato, con "idea" compresa. Tuttavia, la lettura attenta genera
immagini, suscita una risposta creativa, e quelle immagini sono il germe
dell'illustrazione, più che la riflessione intellettuale. Per quel motivo sono
preferibili i testi suggeritori.
¿Qué tipo de sinergia se establece entre el periodista que escribe el artículo y el dibujante?
Si hay complicidad, mejor. Pero se
deben tener recursos para superar el conflicto cuando no la hay, porque un
texto malo o antipático pide, por inercia, una ilustración mala o antipática.
Tradicionalmente, al ilustrador se le pasaba un resumen del artículo, a veces
de palabra y ya orientado, con "idea" incluida. Sin embargo, la lectura
atenta proporciona imágenes, suscita una respuesta creativa, y esas imágenes
son el germen de la ilustración, más que la reflexión intelectual. Por eso son
preferibles los textos sugerentes.
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Fernando Vicente, para "Reflexiones sobre una moribunda", en EL PAÍS |
Guardo
con interesse la pagina che curi e noto gli albori di qualcosa che si sta diffondendo
rapidamente, può questo tipo di espressione soccorrere la non-comunicazione che
c’è, tal volta, tra media e persone?
Oltre
ad un discorso parallelo, il disegno è un ponte tra il testo ed il lettore: un
ponte con il quale entrare nel testo, ed anche per poter uscire ogni tanto per
riposare, meditare e ritornare alla lettura. Si potrebbe anche dire che il
testo di un articolo è frequentemente come un muro di mattoni (quando non è di
cemento), mere parole, e l'illustrazione è come una finestra aperta ad un
pensiero reale, con idee. Quando la lingua separa, la gente si capisce per segni, con gesti, che sono universali perché sono visibili. Con parole e disegni succede in modo analogo.
Veo atentamente la página que diriges y
capto el amanecer de algo que se está difundiendo rápidamente. ¿Puede este tipo
de expresión paliar la incomunicación que tal vez hay entre la persona y los
media?
Además de un discurso paralelo, el
dibujo es un puente entre el texto y el lector: un puente por el que entrar al
texto, y también por el que salir de vez en cuando para descansar, meditar y
regresar a la lectura. También se podría decir que con frecuencia el texto de
un artículo es como un muro de ladrillo (cuando no de hormigón), meras
palabras, y la ilustración es como una ventana abierta a un pensamiento real,
con ideas. Cuando el idioma separa, la gente se entiende por señas, con
gestos, que son universales porque son visibles. Con palabras y dibujos
ocurre de modo semejante.
Come
sappiamo, il linguaggio visivo arriva molto più velocemente al destinatario, la
storia ci insegna che in diverse epoche le immagini hanno avuto un posto
rilevante in ambiti rivoluzionari o nel creare un pensiero collettivo, visti i
tempi in cui viviamo, potrebbe diventare El
Pensamiento Visual il motore di una coscienza comune che potrebbe avvicinare
persone e, azzardo, nazioni?
La
cultura occidentale si appoggia sempre di più sull'immagine, stampata o
audiovisiva, sebbene l'uso più generalizzato è marcatamente commerciale e
propagandistico, frequentemente invasivo della coscienza. Si tenterebbe di
creare vie per un uso più puramente comunicativo e creativo, non tanto
strumentale. Le immagini offrono varie strade, non solo la persuasione .L'immagine ha gran potenziale per creare idee e dibatterli, oltre ad illustrarli. I libri di disegni umoristici hanno funzionato sempre molto bene, fortunatamente. Potrebbe succedere anche per i libri di disegni poetici o di disegni filosofici...
Como sabemos, el lenguaje visual llega mucho más velozmente al destinatario; según, nos enseña la historia, en muchas épocas las imágenes han tenido una relevante funcion en ámbitos revolucionarios o en la creación de un pensamiento colectivo. ¿Dados los tiempos en que vivimos, podría convertirse el Pensamiento Visual en el motor de una conciencia común capaz de acercar entre sí a la gente y, arriesgo, a las naciones?
La cultura occidental se apoya cada vez más en la imagen, impresa o audiovisual, si bien el uso más generalizado es marcadamente comercial y propagandístico, con frecuencia invasivo de la conciencia. Se trataría de crear vías para un uso más puramente comunicativo y creador, no tan instrumental. Se puede intentar todo en la imagen, no sólo la persuasión. La imagen tiene gran potencial para crear ideas y debatirlas, además de ilustrarlas. Los libros de dibujos humorísticos han funcionado siempre muy bien (¡menos mal!). Quizá le llega por fin el tiempo a los libros de dibujos poéticos o de dibujos filosóficos...
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Enrique Flores, para "Algunas bases para reconstruir el futuro", en EL PAÍS |
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Enrique Flores, para "Romper el tabú", en El País |
Stiamo
parlando di illustrazioni per quotidiani e magazine, i temi offerti, anche
quelli di taglio politico, offrono un chiaro riferimento sociale, è
riscontrabile una certa filosofia comune. Possiamo dire quindi, che è un genere
di illustrazione ben definito?
Basta
che ci sia un'idea, un concetto. Le illustrazioni sono spesso solo ornamentali,
una bella decorazione, che non è neanche spregevole in assoluto, ma contiene
poco pensiero, che è di quello che parliamo. È anche vero che nei giornali pressano a volte, affinché il disegno interpreti in maniera 'iconica', in modo schematico ("grafico", normalmente dicono, per non caricarsi di contenuto.'Light': che l'immagine elimini l'idea come chi elimina grasso. In realtà, affinché l'illustrazione non mangi" il testo, cosa che può succedere tranquillamente, dato il potenziale del disegno.
Estamos hablando de ilustraciones para
periódicos y magazines. Los temas expuestos, también aquellos de corte político,
tienen una clara referencia social, una cierta filosofía común. ¿Podemos decir
entonces que es un definido género de ilustración?
Basta con que haya una idea, un
concepto. A menudo las ilustraciones son sólo ornamentales, un bonito adorno,
lo que tampoco es en absoluto despreciable, pero contiene poco pensamiento, que
es de lo que hablamos. También es cierto que en los periódicos presionan a veces para que
el dibujo vaya a lo ‘icónico’, a lo esquemático (“gráfico”, suelen decir),
para no cargarse de contenido. Lo ‘light’: que la imagen elimine idea como
quien elimina grasa. En realidad, para que la ilustración no “se coma” al texto,
lo que bien puede ocurrir, dado el potencial del dibujo.
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LPO, para "Política económica en tiempos de crisis", en EL MUNDO |
Nel
guardare le varie opere si direbbe che ciò che balza all’occhio è sicuramente
l’esigenza di un’espressione ricercata, nuova, efficace, che come obbiettivo
primario ha la chiarezza del messaggio da comunicare. Potrebbe essere
addirittura banale parlare di “stile”, consideriamo quest’aspetto come una
forza aggiunta?
Cerchiamo
efficacia, chiarezza stilistica e concisione nella formulazione: i pensieri
validi normalmente sono formalmente semplici; chi sa se sono tanto più preziosi
quanto più semplici… Qui bisogna considerare anche un condizionamento materiale: gli spazi ridotti al disegno di Opinione nella pagina, ed anche la riduzione del tempo di esecuzione, circa tre o quattro ore tra l'arrivo del testo ed il momento della consegna. Questo influenza necessariamente sull'economia espressiva, e segna stile.
Al contemplar las diversas obras se
diría que lo que indudablemente salta a la vista es la exigencia de una
expresión estudiada, nueva, eficaz, que tiene como principal objetivo la
claridad del mensaje a comunicar. ¿Sería banal hablar de "estilo"? ¿Consideramos
este aspecto como una fuerza auxiliar?
Buscamos eficacia, claridad estilística
y concisión al formular: los pensamientos valiosos suelen ser formalmente
sencillos; quién sabe si tanto más valiosos cuanto más sencillos… Aquí hay que considerar también un condicionamiento material: lo
reducido del espacio reservado al dibujo de Opinión en la página, y
también lo reducido del tiempo de ejecución, unas tres o cuatro horas
entre la llegada del texto y el momento de la entrega. Esto influye
necesariamente en la economía expresiva, y marca estilo.
E’
interessante notare come le illustrazioni fanno la storia raccontando la
storia, è il caso delle immagini di Goya o quelle riprodotte su España intorno al 1920, anche allora vi
erano tensioni sociali particolari in Spagna ed il modo di raccontare era
figlio dell’esigenza comunicativa, di arrivare alla gente e si esprimeva
attraverso le magnifiche immagini di Stampe
Popolari . Quanto di questo fervore riscontri oggi nelle vostre
illustrazioni?
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LPO, para "Una nueva geografía política", en EL INDEPENDIENTE |
certo,
in Spagna c' è forte tradizione, non solo attraverso Goya, con le sue vigorose
stampe e cronache in immagini, bensì per l'abbondanza di pubblicazioni
satiriche e fumetti. Fino a poche decine di anni fa, a causa della censura e la
mancanza di altri canali, erano la valvola naturale per il pensiero collettivo
che si abituò a servirsi dalle immagini come alternativa intellettuale. Verso
gli anni '80 i giornali incominciarono a pubblicare illustrazioni con gli
articoli di Opinione e lì, in quello supporto concreto è dove, ancora oggi, si
applica buona parte di quello che stiamo commentando. Ma quando non ci saranno più giornali, il pensiero cercherà nuovi veicoli per continuare ad esprimersi in immagini, sicuramente. Persino se si tratti delle pareti di una grotta!
Es interesante notar cómo las
ilustraciones hacen historia contando la historia, como en el caso de las
imágenes de Goya, o de aquellas reproducidas sobre España hacia 1930. Había también entonces una particular tensión
social en España, y el modo de contarlo nació de la exigencia comunicativa, de querer
llegar a la gente, y se expresó en las magníficas imágenes de Estampas
Populares. ¿Cuánto de este fervor reaparece hoy en vuestras ilustraciones?
Cierto, en España hay fuerte tradición,
no sólo a través de Goya, con sus vigorosas estampas y crónicas en imágenes,
sino por la abundancia de publicaciones satíricas y tebeos. Hasta hace pocas
décadas, a causa de la censura y la falta de otros canales, eran la válvula
natural para el pensamiento colectivo, que se acostumbró a servirse de las
imágenes como alternativa intelectual. Hacia los 80 los periódicos empezaron a
publicar ilustraciones con los artículos de Opinión, y ahí, en ese soporte
concreto, es donde se aplica buena parte de lo que estamos comentando. Pero cuando ya no haya periódicos, el pensamiento buscará nuevos
vehículos para seguir expresándose en imágenes, seguro. ¡Aunque sea la pared
de una cueva!
Luis Pérez Ortiz (1957), licenciado en
Bellas Artes y Filosofía, es dibujante y escritor. Desde 1975 ha publicado miles de ilustraciones
en periódicos, revistas y editoras españoles, así como varias novelas, relatos
y críticas cinemátograficas. Actualmente es ilustrador habitual del diario “El
Mundo”.
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Fernando Vicente, para el artículo "El Señor del Caribe", en EL PAÍS |
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Luis Parejo, para ilustrar "Una cumbre climática", en EL MUNDO |
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Victoria Martos, para "Los beneficios triplican la subida de la Bolsa", en EL ECONOMISTA |
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Raúl Arias, para "La luz temblorosa del periodismo", en EL MUNDO |